Suor Maria Cecilia del Volto Santo:(info)

Sette anni di calvario dell’avolese Sarah Calvano.

 Non è facile oggi custodire la fede ricevuta con il Battesimo, vivere di questo credo fino a informarne tutta la vita. Né, tanto meno, è facile accogliere la malattia come “dono”. Tutto è diventato realtà di un’adolescente, Sarah Calvano, avolese. Ella confida alla sua vita – con le sue ansie, i suoi affanni, le sue gioie, i suoi desideri, la sua voglia di vivere, i suoi primi innamoramenti – al suo diario, che ci consente di seguirla dai 13 sino alla prematura morte, a 19 anni. Una ragazza molto intelligente, aperta, sincera ed anche poetessa. Esternamente, forse, come tante:

Vivo con amarezza./ Ma non voglio che la disperazione/ sia la protagonista della mia esistenza/ perché la gioia è dentro di me./  Io voglio vivere!

Nei primi anni il suo “interlocutore” è il diario: Caro diario. E a quei fogli candidi, che le stanno davanti, la sua penna confida i suoi sentimenti più profondi. Il 16 settembre del 1988, mancano quattro anni alla morte, nel diario comincia a comparire una Persona, prima a intervalli, quasi timidamente, poi con sempre più frequenza: Mio caro Gesù. È una ragazza realista, che si sforza di vincere i difetti del suo carattere, per poter amare e donarsi con sincerità! Il 18 novembre 1988 scrive: Sì, mio caro Gesù, amare nel vero senso della parola è sublime, ma è anche tanto difficile. Può darsi che un giorno vi riesca, ma è oggi che debbo sforzarmi e provare a riuscire. Aiutami tu. Gradatamente lei e Gesù si conoscono e tra loro due nasce un vero e proprio innamoramento, che tende a trasformarsi in grazia di unione che le infonde intima gioia – quella gioia evangelica che nessuno potrà rapire – e che l’aiuta potentemente a superare la stessa sofferenza:

 Sono pazzamente innamorata!/ Di chi? Della vita, dei miei amici,/ dei miei nemici,/  di chi non mi sopporta,/ di tutti/ e soprattutto di te,/  o mio Signore,/ che mi capisci/ e mi perdoni sempre.

Dall’agosto 1989 si rivolge, quasi ininterrottamente, al suo Gesù:  Gesù, Amore mio grandissimo, come potrei mai dimenticarmi di te? Tu sei tutta la mia vita, l’unica cosa eterna che mi appartenga davvero (23 agosto 1989).  Comincia pure ad avvertire “il bisogno” di star sola con Gesù:  È impressionante, Gesù, come abbia sentito forte il bisogno di esser con te, sola con te! (…) sentivo solo la tua voce che mi chiamava. Oh Gesù, io ormai sono in te e tu mio, sei penetrato nella carne, amore mio; come potrei fare a meno di te? (25 agosto 1989).  E Sarah segue questa voce interiore, la stessa che grida dentro di noi: Abba, Padre! Cammino di grazia! Sono con te, Gesù, aiutami e guidami verso di te (26 agosto1989). Il mondo d’oggi brancola nel buio, perché lontano da Dio. Sarah lo sa e riconosce: Io ho qualcosa che gli altri non hanno: io ho te, perciò devo comportarmi meglio in modo vero, autentico; perché tu altrimenti rimarrai in me, senza che gli altri possano vederti, conoscerti, sperimentarti (6 maggio 1990). Aggredita dal male che presto la consumerà, si abbandona nelle mani del suo Signore, con nuda fede:  Ti voglio bene, Gesù, devi crederlo, ma, se cerco di capire, non “mi ci raccapezzo più”.  Ma in fondo non ha importanza, io non devo capire nulla; sei tu che sai quel che fai, quel che vuoi…e non potrà essere che la cosa migliore (ivi) (8 agosto 1990). Da malata dimentica sé stessa, per dare più spazio al mio prossimo mentre cresce il suo intrattenersi con Gesù: Caro Amore mio, grazie! Per esserci sempre. Dolce Amico mio, non so proprio come farei senza la tua presenza sicura e amorosa, davvero. È tutto così bello, ma senza di te non riuscirei a cogliere tutta la bellezza, la gioia, l’amore, che è in questa vita (22 agosto 1990). Caro Gesù, vorrei scrivere lettere d’amore, tante lettere con tanto amore e tanta gioia, tutta quella che tu m’hai dato. Vorrei dirti grazie per tutto quello che fai ogni attimo per me, vorrei non poter mai dimenticare che mi sei accanto ogni momento. Vorrei poterti amare come tu fai con me (…). Vorrei ricordare sempre che nulla e nessuno è più importante di te, che tutto ha un senso solo se ci sei Tu (23 ottobre 1990). Vive di abbandono. L’abbandono dei mistici – : Gesù, sia fatta la tua volontà (8 maggio1990); Caro Gesù, ti amo tantissimo (3 giugno 1990) – degli innamorati di Gesù, che si lasciano distendere docilmente sulla croce per amore. Come il Martire divino. Negli ultimi anni della sua breve esistenza Sarah, diventata atta ad esser lavorata dallo Spirito Santo, si è lasciata condurre da Lui verso il traguardo finale: l’incontro “de visu” con il Mio grande Amore (8 maggio 1990), sapendo che Morire è venire a te, Gesù (13 gennaio 1991). Sarah Calvano, morta a 19 anni di età, con la sua eloquente testimonianza, ci ricorda ancora una volta che tutti siamo chiamati a raggiungere le vette della santità. Essa, la santità, porta a maturazione quel germe ricevuto con il Battesimo, che ci abilita a diventare figli di Dio, conformi al Figlio primogenito, e pertanto realizza pienamente il nostro essere – che recando l’immagine di Dio ha una capacità d’infinito – e lo colloca già, sebbene in parte per la condizione della vita presente, nella gioia imperitura.  



Sarah nata il 17/03/1973 e volata in cielo il 03/08/1992
"Caro Gesù, grazie a te torna a brillare la luce della gioia, la gioia che ride al mondo, al presente, alla vita, quella gioia che traspare dal viso di chi ti ha conosciuto e da allora continua a portarti con se. È il sorriso di chi non ha nulla di cui preoccuparsi, perché tutto ha riposto nelle tue immense mani."

Il Magnificat di Sarah

Il Magnificat di Sarah
edito Edizioni Paoline

Il Magnificat di Sarah

Il Magnificat di Sarah
edito Santocono Editore